La Scuola

La Libera Scuola Steiner Waldorf “Novalis” accoglie tre sezioni di Asilo con bambini dai tre anni alla maturità scolare, il ciclo scolastico unico dalla I alla VIII classe e la Scuola Superiore dalla IX alla XIII classe.
L’offerta formativa così strutturata, oltre a fornire gli elementi utili alla crescita cognitiva, rispetta lo sviluppo armonico dell’essere umano in divenire.
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In tempi di rapidi mutamenti in ambito sociale, culturale, lavorativo, in cui emerge pressante la richiesta di un chiarimento su quali siano i valori fondamentali per l’uomo contemporaneo, possiamo comprendere quanto sia importante una pedagogia che non rincorra situazioni momentanee, ma, partendo da una conoscenza sempre più approfondita dell´essere umano in evoluzione, offra un percorso educativo ed istruttivo conforme alle successive fasi evolutive di crescita del bambino.

Il percorso pedagogico della Libera Scuola Steiner-Waldorf “Novalis” vuole sia rispettare queste particolari fasi evolutive, sia rivolgersi alla personalità intera del bambino, ed educare la sua volontà, il suo sentimento e il suo pensiero perché si possano sviluppare in lui, alla fine dell´intero ciclo, la capacità di formare rappresentazioni chiare e giudizi indipendenti, un’interiorità capace di far confluire armonicamente gli impulsi individuali nell´organismo sociale, il risveglio di tutte le proprie potenzialità creative.

Il piano di studi accompagna queste fasi evolutive, proponendo l´introduzione di ben determinate materie in corrispondenza delle tappe di crescita degli allievi. Tiene conto inoltre di tutte le variabili che concorrono a realizzare l´evento pedagogico, quali le caratteristiche diverse dei singoli alunni e delle classi, l´individualità dei singoli insegnanti, il particolare momento storico, il terreno socioculturale in cui la scuola opera. Ciò che dà unità a tutte le scuole che guardano a tale ideale pedagogico è la conoscenza dell´essere umano in evoluzione, una conoscenza che non viene fissata una volta per tutte, ma che è un motivo di costante ricerca per coloro che hanno a cuore le generazioni future.


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L´Asilo

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Nella nostra scuola ci sono tre sezioni di Scuola dell’infanzia parificate, che accolgono bambini dai tre anni sino al compimento della maturità scolare (dai sei ai sette anni).

Nelle classi i bimbi sono di età mista, in questo modo hanno la possibilità di vivere un’esperienza sociale unica, in cui le caratteristiche peculiari di ogni età si possono incontrare e valorizzare reciprocamente. Ad esempio i più grandicelli accompagnano nelle attività i piccoli, i quali trovano in loro un’ispirazione di crescita.

Il primo settennio
L’educazione del primo settennio è determinante per il futuro individuo, affinché abbia sviluppate in sé quelle risorse e capacità estremamente utili e necessarie, come per esempio  l’autonomia, l’iniziativa, l’equilibrio, la percezione e il rispetto degli altri individui, il buon senso,  l’entusiasmo e la fiducia nell’avvenire.

Nei primi sette anni di vita del bambino egli impara a camminare, a parlare, a pensare e a dire “io” a sé stesso. 
Grazie all´esempio di altri uomini da imitare il bambino impara e cresce.
Non solo i gesti, ma anche emozioni e sentimenti interiori delle persone che il bambino ha intorno a sé vengono assorbiti fino a divenire parte del suo essere: è così che gli è dato di apprendere le qualità morali che saranno determinanti per il suo futuro.

Nell’asilo è importante allora che ci siano maestri che si muovano e lavorino con gesti
sensati e perciò imitabili, attenti ai ritmi della giornata, della settimana e delle stagioni nel corso dell´anno.
In questa fase il bambino va protetto immergendolo in un mondo buono, ricco di fantasia, buoni esempi, gioco, calore, entusiasmo e  meraviglia.

La sua volontà ed il suo impulso a “fare” vengono coltivati e sviluppati dai maestri attraverso  attività concrete della vita casalinga, sensate e coerenti con le necessità quotidiane e le festività e ricorrenze. 
Si propongono ritmicamente nel corso della giornata e della settimana i semplici gesti quotidiani, come la cura delle piante, il riordino o la preparazione del pane.  
Ogni giorno viene creata un´atmosfera serena con il gioco, le fiabe, la musica la pittura ed il girotondo, il quale,  ricco di immagini, filastrocche, canti e gesti da imitare, costituisce un momento importante anche per lo sviluppo sociale del bambino.

La narrazione della fiaba riveste un ruolo importante nella scuola materna: in essa gli eventi vengono raccontati per immagini archetipiche, e il coraggio, la sofferenza, la lotta tra il bene e il male sono “esseri”, sono concetti che appaiono all’anima del bambino in tutta la loro sostanza vivente e, soprattutto, non hanno bisogno di spiegazioni.
Vi son fiabe moderne, antiche, tradizionali: in asilo vengono predilette le fiabe tradizionali e arcaiche, soprattutto quelle dei f.lli Grimm e le fiabe russe.
Nelle fiabe tradizionali viene descritta la sconfitta del male; il trionfare del bene grazie al superamento di prove anche dolorose grazie alle risorse interiori traducibili, ad esempio, nel coraggio, generosità, tenacia, costanza e altre qualità dell’individuo.
Attraverso le immagini arcaiche delle fiabe il fanciullo ricrea interiormente i processi simbolici della vita, e nel tempo, grazie ad esse, potrà sorgere in lui la fiducia inconscia che lo aiuterà a superare gli ostacoli nei quali si imbatterà da adulto.

L´ambiente in cui i piccoli si muovono è estremamente curato, dai colori più consoni alla sua età (colori chiari pastello, luminosi e caldi) arredato con mobili in legno.

I momenti del pranzo e della merenda sono altrettanto curati: i pasti sono cucinati in loco, con prodotti di coltivazione biologica o biodinamica.ù

Si offrono così al bambino il calore e la serenità necessari a nutrire e coltivare il suo fisico,  la sua anima e il suo spirito.

Bibliografia consigliata:

Educazione nella prima infanzia in casa e all´asilo
E.M. Grunelius
Filadelfia editore (distribuita da Editrice Antroposofica) pagg. 88

Educare alla libertà

Frans Carlgren, Arne Klingborg
Filadelfia editore (distribuita da Editrice Antroposofica) pagg. 264

Nella Libertà educare alla Libertà

Sandra Chistolini
Pensa MultiMedia pagg. 268

Piano e pratica dell´asilo Waldorf

Autori vari
Associazione Amici della Scuola Steineriana pagg. 38

Educazione del bambino e preparazione degli educatori
Rudolf Steiner
Editrice Antroposofica pagg. 144


L´età prescolare e la scuola dell´infanzia

Durante i primi 3 anni il bambino acquisisce in successione la stazione eretta, la facoltà del linguaggio e la facoltà del pensiero; si attua una liberazione graduale dai condizionamenti ereditati: si manifesta così l’individuo.
Osservando il bambino, nei primi sette anni della sua vita, si può vedere come egli vive sempre nel movimento, ed è dotato di inesauribili forze di imitazione (si pensi solo alla possibilità di apprendere una o più lingue in modo perfetto). Infatti in questa età il bambino è più ‘assorbente’ di una spugna, egli imita e accoglie tutto.
Verso il 6°-7° anno di vita vediamo ben avviato il fenomeno della seconda dentizione: i denti permanenti scalzano i denti da latte e sono il primo segno organico visibile di quanto non è ereditato, ma appartiene all’individualità del bambino. È questo il motivo per cui per l’ingresso alla prima classe, nelle scuole steineriane, vengono valutati con attenzione i segni della maturità non solo intellettiva, ma anche “corporea” e “affettiva”.

Da qui l’enorme responsabilità morale degli adulti che gli vivono accanto. Infatti il bambino non dispone di una vera facoltà ‘critica’ e di giudizio: egli accoglie, inconsciamente in sé, tutto ciò che gli adulti e l’ambiente che lo circondano gli propongono.
La tendenza della civiltà moderna, che vive nell’affanno e nell’accelerazione e dunque si trova costretta ad anticipare anche i ritmi naturali dell’essere umano, è quella di attivare al più presto nel bambino le forze dell’intelletto, cosicché “capisca”, si “renda conto” velocemente di come vanno le cose. Questa illusione deriva da una errata lettura della natura umana: l’intelligenza del bambino, infatti, nel primo settennio non è orientata verso la comprensione intellettuale del mondo, ma si manifesta e agisce in quelle che normalmente noi chiamiamo “le forze della crescita” - o “forze vitali” - e che mai più, nel corso di tutta la vita, saranno così impegnate e organicamente presenti quanto nei primi anni vita, nell’età prescolare.
Ogni precoce attivazione verso l’esterno di questa intelligenza vivente e ancora inadatta all’astrazione, ogni spinta che l’educatore (sia esso genitore o insegnante) compie affinché il bambino impari a leggere, a scrivere, a calcolare, a indagare ‘criticamente’, sono in realtà deviazioni artificiose delle forze di crescita, e possono di conseguenza essere premessa di future fragilità nervose e di disfunzioni organiche.
A ciò va aggiunto che gli stimoli invasivi a cui i bambini sono oggi sottoposti – televisione, cinema, giochi elettronici, ambienti rumorosi, spostamenti continui in auto, musica in cuffia, ecc. – ingenerano in loro una sorta di «voracità percettiva» che è l’esatto contrario rispetto a quanto occorrerebbe per la nascita futura delle forze di concentrazione, necessarie non solo per lo studio, ma basilari per l’intero corso della vita. Si dice: “I bambini si annoiano”, bisogna divertirli ad ogni costo  e allora li si sottopone a sempre nuovi e più potenti stimoli: è un circolo vizioso…
La scuola dell’infanzia Waldorf quindi, a tutta prima non coltiva esperienze meramente cognitive (come p.es. l’introduzione alla letto-scrittura); esso è però a tutti gli effetti luogo di preistruzione e prescolarizzazione: poiché, con le attività esercitate, si vogliono sviluppare, con il sistema neurosensoriale, l’intelligenza creativa, al contempo fantasiosa e “fattiva” del bambino, dandogli in seguito la capacità di accostarsi con facilità e con entusiasmo alla scuola primaria, facilitando la predisposizione all’acquisizione delle abilità di base (letto-scrittura, calcolo) e diminuendo al contempo il rischio di sindromi come quella dislessica. Si sa infatti, che la dislessia è in aumento, e che c’è una correlazione diretta tra questo aumento e l’aumento dell’intellettualizzazione precoce del bambino, a discapito dell’acquisizione di capacità linguistico-fonologiche di base, come il raccontare quotidianamente storie dal vivo, fare giochi ritmici, fare attività per lo sviluppo della motricità sottile delle mani e dei piedi (legate allo sviluppo dell’area di Broca, sede del linguaggio nel cervello), gioco libero, ecc. Si tratta quindi di campi di esperienza che agiscono sulla facoltà di immaginazione (creatività), e quindi pongono basi molto più solide per lo sviluppo della facoltà di astrazione e immaginazione del bambino, e per le sviluppo delle categorie di pensiero (causa-effetto, prima-dopo, sopra-sotto, progettazione,organizzazione ecc.).

Nel bambino vengono quindi primariamente attivate e assecondate la natura volitiva da un lato, e la qualità immaginativa, sintetica, e archetipica del suo pensare, dall’altro. Proprio partendo da queste dimensioni dell’essere che gli sono consoni, potrà poi appropriarsi saldamente anche del pensiero logico-astratto, servendosene come uno dei tanti approcci alla conoscenza.
Nella scuola materna è importante, allora, che ci siano maestri che si muovano e lavorino con gesti sempre pieni di senso e perciò imitabili, attenti ai ritmi della giornata, della settimana e delle stagioni dell’anno, importantissimo per il bambino che vive completamente effuso nel mondo.
Il bambino deve costruirsi a poco a poco dei punti validi di riferimento sia nello spazio sia nel tempo: per questo la giornata d’asilo è scandita da ritmi ed azioni che si ripetono in continuazione. Il bambino trae benefico nutrimento dai gesti più comuni (lavarsi, vestirsi, aiutare a riordinare la casa, apparecchiare la tavola, aiutare a stendere i panni e fare la spesa, annaffiare le piante, ecc.) da lui stesso compiuti per imitazione o ai quali semplicemente assiste durante il giorno (quindi anche tutto quello che gli accade attorno senza che sia a lui diretto).
È importante allora che la scuola dell’infanzia offra al bambino la regolarità della scansione della giornata, la possibilità di compiere gesti ripetitivi accanto ad adulti che lo confermano e lo accettano pienamente nel suo essere, che si interessano a lui con veridicità, affetto e gioia.

Se la scuola materna è dunque una reale esigenza dei tempi, la sua funzione sarà quella di sostegno sociale alla famiglia, laddove essa non possa essere fisicamente presente vicino al bambino, piuttosto che un luogo di pre-scolarizzazione, come abbiamo spiegato, è soprattutto un luogo dove il bambino possa sviluppare, rafforzare e consolidare i suoi sistemi neurosensoriale, ritmico e motorio, coltivando le proprie forze e risorse più profonde e più creative.

Nei giardino d’infanzia Waldorf i bambini possono essere divisi per varie età, ma generalmente si tende a favorire la compresenza dei più grandi accanto ai più piccoli, così come avviene naturalmente nella vita familiare.
Grazie a ciò i bambini si trovano a confrontarsi, aiutarsi, sostenersi, in un percorso che consentirà loro di coltivare indispensabili qualità sociali di empatia e percezione dei membri delle comunità in cui si trovano e si troveranno, a vivere, collaborare ed operare nella vita.

Nelle scuole dell’infanzia Waldorf particolare attenzione è rivolta alla qualità del giocattolo: più essenziale è nella sua forma, più naturale è nei suoi materiali (legno, lana, seta …), maggiore è l’attivazione reale delle forze di fantasia e creatività del bambino. Un carretto da trascinare o da riempire con pigne, conchiglie, pezzi di legno dalle forme naturali (e per questo diversissime ed esteticamente belle), stoffe con cui mascherarsi, una semplice tenda che, in un angolo dell’aula, faccia da “casetta”, e dove può esserci una culla con una bambola di stoffa, una bambola con i tratti del volto appena accennati… questi giocattoli sono adatti ai bambini perché sono “aperti”, incompiuti, suscettibili di mille funzioni ed espressioni, accessibili alle metamorfosi dell’immaginazione (chi di noi non è stato deluso una volta nella vita dal vedere al cinema la trasposizione di una fiaba dove la principessa ha un volto preciso, e non più i tanti volti che noi di volta in volta le avevamo dato!). Su queste osservazioni l’educatore dovrebbe riflettere anche quando decide quale libro illustrato proporre al bambino: meno il segno è definito, meno le immagini sono realistiche, troppo definite e particolareggiate e meglio è (ottime le illustrazioni ad acquerello).

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Il Clclo Unico

dalla I alla VIII classe
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Il Ciclo scolastico unico dalla I alla VIII classe sintetizza in un percorso omogeneo ciò che tradizionalmente è definito Scuola Primaria e Scuola Secondaria di primo grado. Nella nostra Scuola le otto classi sono interamente parificate, il maestro unico di riferimento accompagna gli alunni sino al conseguimento del Diploma di Licenza conclusivo del Primo Ciclo di Istruzione, affiancato, mano a mano da insegnanti di materia.

Le prime otto classi come ciclo unico

Ciò che nel bambino piccolo si fondava sull´imitazione si trasforma, nel II settennio, in uno sperimentare interiore. Le forze d´imitazione, date dalla natura, svaniscono, la direzione viene ora data da ciò che una personalità amata, un´autorità riconosciuta dal bambino, descrive, pensa e insegna; questa autorità è il punto di riferimento dell´apprendimento fino alla pubertà. Il bambino in età scolare presume che il mondo possa essere esplorato, sperimentato e scoperto e vuole sapere che il mondo è interessante, bello ed ordinato all´interno di un tutto integrato. è compito dell´insegnante aprire agli allievi le porte al mondo, non in modo intellettuale, ma attraverso il sentimento e la volontà, con l´attenzione di organizzare ritmicamente l´insegnamento, di accompagnare il bambino in un percorso creativo che lo porti a "vivere" i processi dell´apprendimento e creare abilità e consapevolezze. Ne risulta un insegnamento "artistico", perché l´educatore cerca di fare del suo lavoro "un´opera d´arte", organizzando artisticamente gli spazi, i tempi, i ritmi del suo insegnamento, ricercando nel suo operare quotidiano quelle intuizioni che gli permettano di fare la cosa giusta al momento giusto. Il momento didattico deve accompagnare il bambino prima e il ragazzo poi in un processo in cui si coniughino scienza ed arte: il mondo viene presentato per immagini, rintracciando i fili che collegano le cose tra loro e all´uomo stesso, ritrovando ciò che le cose e gli esseri sono ed esprimono prima di venire catalogati, definiti, analizzati; solo in un secondo tempo si arriva alla sistematizzazione scientifica.

L´atteggiamento artistico riveste pertanto un ruolo fondamentale in tutto il ciclo I-VIII classe; è qualcosa di più di una semplice aggiunta di attività musicali, recitative, pittoriche, di modellaggio, di scultura, di euritmia, che pure sono ampiamente presenti nel curricolo. Tutte queste attività, assieme a quelle manuali, sviluppano infatti nel tempo qualità che prevengono il rischio di un precoce indurimento, di un´anticipata cessazione della creatività, di una diminuzione delle forze complessive del giovane in un´età successiva, come invece può risultare da un apprendimento legato fin da subito prevalentemente allo strumento del pensiero.

L´attività interiore dell´insegnante è quella di istituire un collegamento forte e vivente con le materie che insegna: egli non deve solamente conoscerle, ma deve renderle parte di se stesso. Egli cerca di immergersi nella disciplina a tal punto da ottenere un collegamento personale con essa. L´insegnante deve preparare la conoscenza e presentare esperienze che stimolino l´attività interiore e l´interesse degli allievi, al fine di rendere l´apprendimento cosciente attraverso la discussione, il richiamo, la relazione e la formazione di concetti. Questa è la base della sua autorità. Mentre il bambino piccolo imita l´attività interiore ed esteriore dell´insegnante in modo non cosciente, lo scolaro deve imparare ad imparare dall´insegnante. Il maggior vantaggio di avere una continuità nell´insegnante di classe e nel gruppo di insegnanti di materia per molti anni durante questo periodo scolastico è proprio quello di poter sperimentare progressivamente come gli adulti interpretino il mondo, mostrando come entrarvi. Nelle prime classi questo è un processo condotto principalmente dal maestro; a mano a mano che gli allievi crescono, si intensifica l´attività propria, guidata autonomamente.

Nelle scuole Steiner-Waldorf ci sono gli stessi insegnamenti presenti nelle altre scuole.  Le differenze sono principalmente due:

La prima è relativa al modo d´insegnare che nella scuola steineriana tende a basarsi sul riconoscimento, lo stimolo e la promozione dei talenti nascosti nel bambino. I mezzi usati per realizzare il percorso sono il rispetto reciproco tra alunno ed insegnante e la ferma accettazione da parte del primo dell’autorità del secondo.  Si tratta di un’autorità che si concretizza nelle risposte che il maestro deve avere per l´alunno, cosicché questi possa giungere ad uno sguardo d’insieme, ad un significato, a ricevere dall’adulto il sentimento di aver imparato qualcosa di vero.
In questo senso nelle scuole Steiner-Waldorf si persegue una forma d’autorità funzionale basata sull´apprezzamento delle capacità e del sapere del maestro, piuttosto che sull´uso che egli fa dei voti e sull´adozione di comportamenti autoritari. L´insegnante e gli alunni percorrono insieme la strada della conoscenza sulla quale si va costruendo un rapporto fondato su ricordi comuni, su contenuti approfonditi nel corso dei diversi anni di scuola, su collegamenti tra materie, su esperienze vissute nella classe e con la classe. Di qui l´importanza attribuita alla stabilità dell´insegnante di classe, che è previsto debba essere lo stesso per i primi otto anni di scuola.
Poiché gli insegnamenti impartiti nelle scuole Steiner-Waldorf sono numerosi e specifici, altri insegnanti danno lezioni nella stessa classe: si forma così un consiglio dì classe attento alle caratteristiche della classe stessa.

La seconda differenza che caratterizza le scuole Steiner-Waldorf è relativa alle attività che fanno parte integrante del curricolo.  Con sistematicità sono insegnate: due lingue straniere, musica strumentale, flauto, canto, lavoro manuale, lavoro artigianale, pittura, modellaggio, disegno, ginnastica, euritmia, (l´arte dei movimento creata da Rudolf Steiner; essa è materia obbligatoria in tutte le scuole Steiner-Waldorf per la forte compenetrazione delle componenti artistiche, morali, fisico-motorie).

Va inoltre posto l’accento che l´obiettivo fondamentale della Libera Scuola Steiner-Waldorf “Novalis” è quello di usare i materiali didattici, le discipline, il programma in modo da privilegiare sempre il rapporto umano fra allievi ed insegnanti.

E´ importante insegnare e far apprendere la materia in sé, ma ancora più importante è ciò che, attraverso di essa, si può far giungere all´alunno.
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La Scuola Superiore

dalla IX alla XIII classe
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L’Istituto professionale paritario “Libera Scuola Steiner Waldorf Novalis” ha preso avvio con l’anno scolastico 2013-14 con una prima superiore, di anno in anno viene integrata una nuova classe sino a quando verranno completati i cinque anni di istruzione della Scuola Secondaria di secondo grado.

Sono state identificate due aree di attività formativa che si sostanziano e differenziano in due indirizzi:

-        agrario: agricoltura biologica e biodinamica e sviluppo rurale

-        artigianale: bioedilizia e sviluppo ecosostenibile

tale scelta si fonda su motivi inerenti la biografia del territorio e grazie alla sensibilità acquisita negli anni dalla comunità scolastica.

Si propone una via innovativa di formazione per i ragazzi adolescenti, che costituisca per loro una reale preparazione ad affrontare con competenza, mobilità e propositività il loro compito di protagonisti della società di domani.

Attraverso questo percorso, si tende ad evitare di chiudere anzitempo le porte al nutrimento culturale, anzi lo si rafforza ed elabora, in modo che gli studenti potranno partecipare a pieno titolo nella società di conoscenza e della digitalizzazione contemporanea. Il conseguimento di questi obiettivi passa attraverso uno svolgimento ad ampio spettro delle discipline umanistiche, matematiche, scientifiche, artistiche con metodologie d’insegnamento attive ed attuali, i ragazzi sviluppano amore per la conoscenza ed entusiasmo per l’iniziativa e la ricerca.

Tutto il percorso è caratterizzato da una serie di esperienze pratiche che accompagnano la crescita dei singoli nel corso degli anni e che saranno centrali nello sviluppo di quelle facoltà sociali e di conquista di autonomia così importanti per lo sviluppo futuro di ogni individualità.

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La Pedagogia Curativa

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Gli interventi di pedagogia curativa sono affidati alla Cooperativa sociale “Aurora”, che opera all´interno della Libera Scuola Novalis con lo scopo di offrire spazi e tempi di cura a bambini e ragazzi che necessitano di particolari attenzioni.

Essa nasce nel 2000 e fonda il proprio agire sui principi della Pedagogia Curativa, che insieme alla socioterapia ad orientamento antroposofico, sorse nel 1924 in Germania grazie al Dottor Rudolf Steiner.
Da quel primo impulso nacque un movimento che grazie al lavoro di medici, pedagoghi, terapeuti, artisti diede vita in tutta europa a numerose scuole, comunità sociali, tra cui il Movimento Camphill , centri di assistenza diurni, comunità familiari, cliniche di terapia.

La Pedagogia Curativa si realizza con il supporto della medicina antroposofica e l’ausilio dell’euritmia terapeutica e del massaggio ritmico; essa non prevede tecniche standardizzate e definite, ma ricerca forme di accoglienza, che in un clima di calore e fiducia, possano favorire l’ascolto di sé e dell’altro, dove ognuno, nella propria unicità, possa diventare risorsa per gli altri oltre che per sé stesso.
Attraverso un atteggiamento attento, libero da giudizi e critiche, che cura spazi e ritmi, si praticano attività educative di tipo artistico come la pittura ed il modellaggio, insieme a lavori pratico-manuali come la falegnameria, il telaio, il lavoro a maglia e con la lana cardata, si creano percorsi esperienziali che coinvolgano il bambino nella sua interezza e lo inseriscano in un processo di conoscenza ed interiorizzazione del mondo esterno e delle leggi che lo governano.

Attualmente la Cooperativa Aurora opera in ambiti diversi:

  • attività socio-educative e di sostegno didattico rivolto ai bambini e ragazzi della Libera Scuola Novalis di Zoppè;
  • coordinazione delle diverse terapie: euritmia terapeutica, massaggio ritmico;
  • attività socio-educative pomeridiane rivolte anche a bambini provenienti da scuole e strutture esterne.
  • organizzazione di attività estive.
Nel senso più ampio la pedagogia curativa non è soltanto scienza, non è solo un’arte pratica, ma è soprattutto un atteggiamento umano. Può venir somministrata come una medicina salutare all’individualità umana che oggi rischia la distruzione. Questo d’altronde è oggi il destino di ogni essere umano. Combattere questa minaccia, aiutare e ricevere aiuto, in questo sta il significato e l’importanza del lavoro terapeutico.

Dr. Karl König (1902 – 1966), Fondatore del Movimento Camphill.

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Progetti europei

Il Progetto Interreg IV "Tre Regioni, una Pedagogia" (2010-2012)
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L´Associazione La Cruna è stata partner del progetto Interreg IV Italia - Austria SPF “Tre regioni, una pedagogia” insieme ad altre due scuole Steiner-Waldorf, la prima in Friuli Venezia Giulia (Cormons) e la seconda in Carinzia (Klagenfurt) e con la partecipazione, in veste di partner associato, della Federazione delle scuole Steiner Waldorf in Italia.

Il progetto, del valore complessivo pari a 75 mila euro è arrivato settimo su 126 proposte presentate e 18 finanziate. E´ iniziato nell´autunno 2010 e si è concluso nel 2012.
Obiettivi del progetto:
1) il trasferimento delle reciproche conoscenze e know how fra insegnanti
2) l´aumento delle capacità relazionali e comunicative degli alunni
3) la positiva ricaduta sul territorio in termini di aumento della conoscenza delle  realtà pedagogiche Steiner Waldorf ed aumento della relazione con enti e scuole pubbliche, private ed imprese.

Le attività messe in campo hanno riguardato gli studenti, gli insegnanti ed amministratori delle tre realtà partner, oltre a coinvolgere un pubblico più vasto ed interessato. Di seguito un sintetico elenco delle stesse:
  1. Collegi riuniti fra insegnanti ed amministratori: tre tavoli di lavoro della durata di due giorni ciascuno nelle tre sedi
  2. Tirocinii individuali degli insegnanti presso le altre scuole
  3. Soggiorni di studio ad Aquileia per i ragazzi  delle VI classi delle tre scuole
  4. Settimane di studio a Klagenfurt per i ragazzi italiani delle VII classi
  5. Spettacoli teatrali in lingua tedesca e italiana preparati dai ragazzi delle VIII classi di Klagenfurt e Conegliano rappresentati al teatro Toniolo di Conegliano
  6. Soggiorni di studio a Conegliano degli studenti delle superiori di Klagenfurt
Per avere maggiori informazioni consulta il blog dedicato al progetto:

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