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Una malattia vissuta come un traguardo

Al giorno doggi per molti ragazzi, ma soprattutto ragazze, il cibo è un argomento veramente delicato; possiamo addirittura dire che, in questo momento storico, in alcuni casi il cibo e il corpo possono diventare i due nemici più grandi degli adolescenti e questo può comportare conseguenze molto importanti.
Secondo quanto riporta un articolo del quotidiano La Repubblica, solo in Italia, le persone che convivono con i disturbi alimentari  (Dca), come lanoressia e la bulimia, sono oltre tre milioni e, fra queste, 2,3 milioni sono adolescenti.
Lanoressia e la bulimia stanno diventando una sorta di epidemia sociale che vede un continuo abbassamento delletà media dei ragazzi che ne sono affetti. Le più giovani, poiché secondo una stima ufficiale il 95,9% delle persone colpite sono donne (mentre il restante 4,1% sono uomini), a confrontarsi con questa patologia sono bambine di appena otto anni che si ritrovano a fare i conti con qualcosa che potrebbe portarle alla morte.
Personalmente sono rimasta molto impressionata da questo dato, poiché ritengo che un bambino di otto anni non debba preoccuparsi del suo lato estetico e credo che una qualsiasi ragazza, o donna, dovrebbe imparare ad apprezzarsi per quella che è e, se non si sente a suo agio o non si piace, dovrebbe seguire le cure di una nutrizionista, poiché dallessere un posovrappeso al combattere con la morte c’è un leggero e sottile confine.
Lanoressia è il disturbo con il maggiore tasso di mortalità e si stima che, chi ne soffre, rischi la vita dieci volte in più rispetto alle persone in generale.
Siamo però positivi, nella maggior parte dei casi queste malattie possono essere superate.
Efondamentale focalizzare tre punti molto importanti. Il primo è che i pazienti affetti da questo disturbo sono malati prima psicologicamente e di conseguenza fisicamente; non hanno scelto di imboccare quella strada ma si sono persi e, credendo di essere sulla retta via, lhanno proseguita. La seconda cosa importante, da ricordare, è che queste patologie non sono facili da riconoscere (chi di noi a volte non ha fame?) e per genitori e amici non è sempre facile riconoscere e accorgersi  che la loro figlia o amica soffre per qualcosa che si ripercuote poi sullalimentazione; questa malattia coinvolge infatti tutta la famiglia, non solo la paziente. Ultimo aspetto da tener presente è che, essendo malattie ormai così diffuse, vi sono sempre più centri, con equipe  di medici, psicologi, dietisti, nutrizionisti e infermieri pronti ad accogliere e aiutare le persone in difficoltà con il cibo e con il proprio corpo. Il compito principale di questi centri è far prendere coscienza della propria situazione alle pazienti e prendersi cura della loro condizione psico-fisica.

Nella maggior parte dei casi le malate non sono coscienti della gravità della loro patologia e per questo non vedono bene le persone che cercano di aiutarle, per loro ogni foto con il sondino è una vittoria, ogni osso che traspare dal loro corpo è una conquista e ogni chilo in meno sulla bilancia è un punto di forza.

Ho iniziato il mio articolo dicendo che ci sono troppi canoni di bellezza che non rispecchiano la realtà e ne sono estremamente convinta. Pensiamo alle modelle, quale ragazzina in piena fase di crescita non vuole essere bella? Ella è giustamente alla ricerca di un corpo nel quale sentirsi a suo agio ma non ha una vera e propria risposta che le nasce da dentro, perché non esiste ancora; i modelli che vede sulle riviste, in televisione o sui social network sono certamente un riferimento e lì cosa appare? Appaiono modelle, spesso anoressiche, con un corpo che apparentemente sembrerebbe perfetto, alte, con delle belle curve, sorridenti e, secondo quanto fanno vedere, felici nel loro corpo; così per le ragazzine diventa facile pensare vogliamo diventare come loroe facilmente perdono la loro strada.
Cosa dicono le campagne pubblicitarie che appaiono un poovunque? Avete mai letto da qualche parte slogan che promuovono il leggero sovrappeso? Personalmente quella che mi ha colpito maggiormente è stata la campagna pubblicitaria di Victoria Secret che citava cerca il tuo corpo perfetto. Cosa vuol dire? Qual è il mio corpo perfetto?
Concludo il mio articolo dicendo che, nonostante io sappia che le persone con difficoltà a relazionarsi con il proprio corpo e il cibo sono malate e ognuna di loro probabilmente ha una storia e un motivo per cui ha vissuto o sta vivendo questa situazione, ritengo anche che i modelli estetici che la società propone, seppur in maniera non diretta, abbiano condizionato e possano ancora condizionare diverse pazienti.

Noemi Gazzani XII Classe


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