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Un mondo di plastica

Usiamo la plastica ogni giorno, ma sappiamo veramente di cosa si tratta?

Questa è stata la domanda che mi ha portato ad interessarmi a questo tema: conoscere la storia, la produzione e il ciclo di vita della plastica.

La plastica è un materiale di origine petrolifero, che ha come caratteristica principale quella di essere malleabile ad alte temperature, e solida a temperatura ambiente. Per la sua durabilità e resistenza è il terzo materiale più diffuso al mondo dopo l’acciaio e il cemento.

Il ciclo produttivo della plastica parte dal petrolio, da cui vengono estratti i monomeri (delle molecole assemblabili tra loro) che formano i polimeri, da cui si ricavano le materie plastiche e i prodotti finiti.

Tra le plastiche più comuni, usate quotidianamente, c’è il PET, utilizzato per il confezionamento di acque minerali. Per produrre un chilo di PET sono necessari 17 litri d’acqua e 2 kg di petrolio; il PET ha una durata di 1000 anni. Un altro tipo di plastica è il PVC, utilizzato inizialmente per l’imballaggio di alimenti, si è rivelato non idoneo per via della sua scarsa qualità. Viene utilizzato principalmente in edilizia, per tubi e pavimenti.

La scoperta della plastica risale al 1861, da parte dell’inglese Alexander Parkes. Negli anni successivi molti uomini si sono dedicati a trovare nuovi materiali plastici, come la bachelite, il cellophane e il nylon. L’uso della plastica si affermò negli anni ’30, quando il petrolio divenne la materia prima per la produzione della plastica. Negli anni ’60 inizio ad essere ovunque, rivoluzionando le industrie, alimentari, meccaniche e di ricerca. Del 1950 vennero prodotti 2 milioni di tonnellate; nel 2015, 380 milioni di tonnellate. Recenti stime indicano che negli ultimi 50 anni siano state prodotte 8.3 miliardi di tonnellate di plastica, di cui la metà solo negli ultimi vent’anni. Sulle previsioni future per i prossimi 50 anni ci sono varie stime ma si sostiene che arriveremo a 34 miliardi di tonnellate.
La plastica può avere tempi di vita molto diversi, dipende dal tipo e dal suo utilizzo.


La plastica non è un materiale biodegradabile, ma è riciclabile e si può distruggere tramite la combustione. Non tutte le plastiche sono riciclabili allo stesso modo. Ad esempio il riciclaggio del PET produce altro PET, costituendo così un riciclaggio potenzialmente infinito. Altri tipi di plastiche, una volta riciclate, producono plastiche di più bassa qualità, e non più riciclabili. Purtroppo non tutta la plastica viene riciclata o incenerita, ma molta viene dispersa nell’ambiente, ad oggi il 79% della plastica prodotta finisce nelle discariche e negli ambienti naturali.

Sicuramente la plastica è un materiale durevole, resistente e flessibile ma, non essendo biodegradabile, può provocare danni se non viene gestita in modo coscienzioso e corretto.

Da questo approfondimento ho appreso che l´utilizzo di questo materiale e delle materie prime non è negativo di per sé, ma dipende da come viene gestito il suo ciclo di vita.

Considerando, però, che di tutta la plastica prodotta fino ad oggi, circa il 79% è andato in discarica o disperso nellambiente, e che la produzione della plastica richiede un uso intensivo di risorse naturali preziose come lacqua potabile, o di risorse finite come il petrolio, sarebbe opportuno considerare una forte riduzione dellutilizzo della plastica in tutte le attività.

Sara XII Classe


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