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Plastica, no grazie!

Uno dei problemi più urgenti di questi tempi è l’inquinamento nelle sue varie forme, di cui la plastica è protagonista. Possiamo dire che aria, terra e acqua siano gravemente coinvolte in questo fenomeno, che può essere imputabile al nostro stile di vita. Gli oggetti di plastica, usati in ogni ambito della vita quotidiana, sono tra i materiali più inquinanti.
Che il fenomeno sia molto grave lo dimostrano diversi dati cui ho fatto cenno all’inizio. Tra i più impressionanti che ho ricavato dalla mia ricerca, risulta che la quantità di plastica che si riversa nel mare ammonta fino a 12,7 milioni di tonnellate, causando così la morte di molti animali marini, oramai in via di estinzione. Un altro dato impressionante è che circa 700 specie di animali marini hanno mangiato plastica o sono rimaste intrappolate in qualche oggetto dello stesso materiale. Molti danni alla fauna derivano dalle microsfere di plastica ingerite dagli animali, mentre alle isole Hawaii si è scoperto che il 15% della sabbia è in realtà composto da granelli di microplasticha.

È chiaro da questi dati che il fenomeno coinvolge anche l’uomo: ciò che noi mangiamo è il più delle volte avvolto nella plastica ed è dimostrato che essa rilascia nel cibo sostanze pericolose per la nostra salute. Secondo me, bisogna intervenire in tempi brevi per evitare un irreversibile disastro ambientale. Ma come fare?
Un metodo valido potrebbe essere quello di utilizzare in modo sistematico oggetti, sacchetti, involucri di plastica biodegradabile. Infatti la plastica normale non si decompone e può rimanere nell’ambiente per molti secoli; invece la plastica biodegradabile non ha questa capacità e può essere disciolta nel terreno o comunque nell’ambiente.
Ogni nazione ha ormai preso questa via, come la Francia, l’Italia, la Danimarca, l’Olanda e i paesi nordici, portando avanti anche articolati programmi di raccolta differenziata dei rifiuti che, riciclati, possono essere trasformati in energia. In questo modo la plastica diventerebbe utile e risolverebbe il problema delle risorse energetiche pulite.
Altri paesi sono impegnati ad usare il meno possibile oggetti di plastica “usa e getta”, che è un fenomeno da superare totalmente.
L’uso della plastica biodegradabile e la raccolta differenziata dei rifiuti possono essere le due soluzioni ai problemi dell’inquinamento. Infatti la Terra non può essere usata come una grande pattumiera, se vogliamo sopravvivere anche noi. Del resto anche l’uomo è un animale che vive nella natura e si nutre di prodotti naturali. È quindi conveniente fare in modo di salvaguardare  l’ambiente.
Da quel che emerso nel corso della mia ricerca, risulta che il nostro pianeta e soprattutto i suoi mari sono in grave pericolo a causa dell’inquinamento causato dalla plastica: si pensi soltanto alla gigantesca isola di questo materiale che si è formata nell’Oceano Pacifico.
È chiaro che bisogna cambiare stile di vita, usare meno plastica, sprecare meno, ma soprattutto far uso di materiali biodegradabili.
Va considerato, infatti, che esistono anche molte altre forme di inquinamento, tutte pericolose.

Solo con l’impegno riusciremo a risolvere in parte il problema. La posta in palio è la nostra salute e la nostra stessa sopravvivenza.

Virginia  - XII classe


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