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L’incantato stile dell’iconografia

Narra la legenda che nei primi anni del nostro calendario, in terra santa, il saggio re della città di Edessa fosse gravemente malato e che non vi fosse chierico o sacerdote al mondo che potesse guarirlo. La sfortunata sorte del sovrano,portò i suoi servitori e consiglieri a cercare insistentemente nuovi esperti che potessero portare sollievo al re. Fu uno di loro che un giorno ebbe l’illuminazione di domandare aiuto a San Tommaso, discepolo di Gesù Cristo, affinché egli si recasse dal figlio di Dio e lo supplicasse di guarire il sovrano di Edessa.

San Tomaso andò dal suo pastore portando la supplica del consigliere; Egli, preso un “asciugamano” si pulì il viso, e sulla tela rimase impressa l’immagine del suo volto, diede poi a Tommaso la stoffa e gli disse di portarla al re.

L’apostolo consegnò il dono, ed il saggio sovrano, alla vista del volto del figlio di dio impresso sull’asciugamano, rinsavì.

Si dice che l’asciugamano nella leggenda, sia effettivamente la prima icona della storia.

 Nel corso della storia, quest’arte ha avuto momenti molto bui, e ha preso strade diverse. Vi è infatti una grande differenza stilistica tra le icone delle varie chiese (cattolica, ortodossa…), ma nonostante ciò, l’essenza dell’opera rimane la medesima, ossia la raffigurazione di immagini sacre.

 I procedimento di realizzazione varia a seconda della cultura dell’artista, ma nonostante questo ha passaggi molto simili tra loro.

Le tavole sulle quali si realizzano queste opere possono essere di materiali diversi, ma il più usato è il legno.

Sulla tavola, viene applicato uno strato di fondo a base di gesso, una volta asciugatosi si passa alla realizzazione della bozza del soggetto, si continua poi in maniere diverse, a seconda della tecnica scelta (bizantina, russa…), a stendere e sovrapporre colori, fino a quando non si completa il soggetto.

La particolarità delle tinte risiede nella preparazione, queste sono infatti un miscuglio di terre colorate (naturali), aceto di vino e tuorlo d’uovo (collante proteico).

 Quest’arte ha molte sfumature e tecniche; migliorate, cambiate e stravolte nei secoli, per renderla il più vicino possibile alla perfezione ed al divino.

 Pietro Mautino e Biondani Leonardo


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