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L’Energia per il Mondo o il Mondo per l´Energia?

L´essere umano è forte, ama avere in pugno la situazione. Sempre. Immaginiamo la storia dell´umanità. Partendo dal nulla, abbiamo imparato a prendere il necessario da ciò che avevamo intorno: la natura. Era semplice e, quando il necessario non ci è più bastato, abbiamo iniziato a ricercare la "comodità". Al giorno d´oggi è la tecnologia a garantirci la stragrande maggioranza delle comodità e a sua volta la tecnologia è garantita dall´energia.

Non è cambiato poi molto il mondo. L´energia la ricaviamo sempre dalla natura ed è qui che avviene la distinzione. Le energie primarie che utilizziamo sono generate, attualmente, da fonti rinnovabili e fonti esauribili.

Nessuno vuole parlare di ecologia, è logico: se fossi un bambino e volessi distruggere un formicaio, non avvertirei prima tutte le formiche. Ma non divaghiamo.

Per non parlare di ecologia, vorrei prendere in considerazione un po´ di dati.

L´attuale sistema energetico è essenzialmente basato sulla combustione di idrocarburi (detti anche combustibili fossili), ovvero petrolio, carbone e gas naturali (metano). Queste sono fonti esauribili e vengono bruciate per soddisfare circa l´83% dell´attuale fabbisogno energetico globale. Un altro 6% circa è coperto da materiale fissile utilizzato in centrali nucleari. Quindi circa il 90% del fabbisogno energetico globale è coperto da fonti primarie esauribili, poco più del 10% da fonti rinnovabili.

Questi dati potrebbero non essere d´impatto, ma prendiamo come esempio il temuto petrolio. Soddisfa circa il 40% del fabbisogno energetico mondiale, per questo motivo, annualmente, ne bruciamo poco più di 33 miliardi di barili (1 barile = 159 litri).

Credo che, dopo aver letto questi dati scientifici, sia difficile credere ancora di non far male all´ambiente, ma restiamo ancora per un po´ con i "piedi per aria".

La soluzione più semplice e istintiva che vorremmo vedere su questo tema potrebbe essere: il petrolio finirà tra poco. Bene, analizziamo.

Le riserve attuali stimate di petrolio sono 140 miliardi di tonnellate, due terzi delle quali situate in medio oriente. Dalle più grandi aziende petrolifere si è sparsa notizia che questa risorsa ci accompagnerà per altri 40 o 50 anni, ma esistono stime sia più positive che più negative. L´affidabilità di queste è piuttosto dubbia, in quanto la longevità delle riserve petrolifere di ogni Stato è uno dei segreti più occulti. Inoltre, essendo l´economia di alcuni paesi basata proprio su questa risorsa, sono state divulgate informazioni che esageravano non di poco la quantità di petrolio da essi posseduta.

Ora che abbiamo analizzato i dati, è arrivato il momento di tornare coi piedi per terra e iniziare a fare qualche calcolo.

Non sappiamo se il petrolio stia finendo, ma ora le compagnie petrolifere e gli Stati connessi si avventano l´uno sull´altro per estrarre petrolio dall´Artico, considerato l´ultima frontiera. Questo sicuramente ci dice che non rimane molto "oro nero" nelle "miniere" già a nostra disposizione.

Si dà il caso che l´Artico sia anche detto "il frigorifero del mondo", in quanto è un elemento fondamentale per l´equilibrio climatico globale. E´ un ecosistema fragile ed estrarre petrolio da esso comporta l´alto rischio di comprometterlo, in collaborazione con altri fenomeni climatici. Che lo ammettiamo o meno, infatti, il surriscaldamento globale è un fatto oggettivo.

Non è stato difficile fare due più due, ma alcune domande a questo punto sorgono spontanee. Il mondo è pieno di scienziati che valutano questi rischi; stiamo quindi procedendo alle estrazioni e alla combustione di idrocarburi perché non c´è pericolo o perché il profitto è allettante? Se terminassero le risorse esauribili, come eviteremmo il crollo economico di alcuni Stati?

Siamo disposti a rischiare la vita dell´ecosistema, che permette la nostra, per una flebile illusione di "comodità"?


Riccardo Vendraminetto – XII classe

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