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Il vento potrebbe salvare il mondo?

I primi esperimenti finalizzati a sfruttare l’energia del vento per generare energia elettrica rinnovabile risalgono  al 1887 quando il professor James Blyth, accademico scozzese, costruì una turbina eolica nel giardino della sua casa vacanze a Marykirk, e utilizzò l´energia elettrica prodotta per ricaricare gli accumulatori che alimentavano le luci del suo cottage. Oltre a lui, in quel periodo vi furono anche molti altri scienziati che si cimentarono nella produzione di questa energia. Attorno alla metà degli anni Venti alcune aziende come la Parris-Dunn e la Jacobs Wind-electric realizzarono turbine tra gli 1 e i 3 kilowatt che trovarono una larga diffusione nelle grandi pianure dell´Ovest degli Stati Uniti. Col passare del tempo la crescente richiesta di energia ha portato ad un inevitabile sviluppo nell’ambito della produzione di energia e in America vi sono state campagne e sono stati dati incentivi al fine di favorire la produzione di energia da questa fonte. Dal 2000 in poi la produzione di energia dalla fonte eolica è aumentata molto ed è tuttora in aumento.

La struttura di una pala eolica è molto grande in quanto essa è alta 100 metri e anche un piccolo errore nel suo posizionamento potrebbe portare alla creazione di una “Torre di Pisa” eolica. A dispetto dei suoi detrattori, però, bisogna osservare come il panorama che si viene a creare non sia poi così brutto. 

A mio parere la crescita che sta avvenendo non è abbastanza veloce; infatti, anche se è chiaro agli occhi di tutti il potenziale che questa fonte energetica rappresenta per l’umanità, essa viene ancora ostacolata e solo in pochi stati è veramente tenuta in considerazione.
Io ritengo che con tutte le parole che in questi mesi sono state spese per l’ambiente, sia ridicolo che questa fonte venga ancora ostacolata o non presa in considerazione. È vero che lo smaltimento dei materiali impiegati nella realizzazione delle pale eoliche non è totalmente “sano” e che l’installazione di pale eoliche modifica il paesaggio che siamo abituati a vedere; ma davvero possono essere questi dei motivi validi? Non si potrebbe, invece che criticare e opporsi, cercare tutti assieme di trovare nuovi materiali utilizzabili meno inquinanti che ci permettano di rendere quest’energia al 100% naturale e sana?
Secondo me, il mondo dovrebbe seguire l’esempio di paesi come la Danimarca, che con le sue pale eoliche produce il 41% dell’energia che la popolazione utilizza annualmente o come l’Irlanda che arriva al 28%, o ancora la Germania che si ferma al 24%.

L’Italia sotto questo punto di vista è molto indietro, infatti è uno dei paesi che produce meno energia tramite l’eolico e in proporzione ad alcuni paesi dell’Unione europea è ancora come un topo messo a confronto con un leone. Per rendere meglio l’idea, basta pensare che, se l’unità di misura impiegata in Italia per misurare l’energia prodotta da questa fonte è quella dei MW, in Europa si misura in GW ossia 1000 volte tanto.   

Concludo citando una frase di Richard Buckminster Fuller (1895-1983), che diceva: “Non c´è alcuna crisi energetica, solo una crisi di ignoranza”.

Andrea S. Classe XII


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