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Il cibo del futuro

Al giorno d’oggi stiamo sempre più aprendo gli occhi verso i cambiamenti climatici. Uno dei tanti problemi, sempre legato al primo, è quello del cibo. Nei prossimi anni dovremo far fronte a una crescita demografica esponenziale. Oggi siamo all’incirca 7 miliardi di persone e si stima che nel 2030 saremo più o meno 8,5 miliardi, mentre nel 2050 raggiungeremo una cifra molto vicina ai 10 miliardi.

La produzione di carne è uno delle principali cause della deforestazione nel mondo, principalmente in Brasile, dove si sta distruggendo la foresta amazzonica per fare posto agli allevamenti intensivi.

Il consumo di carne è costantemente in aumento, così come l’obesità, quando quasi 800 milioni di persone soffrono di denutrizione.

Bisogna assolutamente trovare alternative valide alla nostra dieta quotidiana.

Ecco alcune proposte di cibi insoliti che molto probabilmente mangeremo nel 2030.

INSETTI: ovviamente sulle nostre tavole ci saranno anche loro. L’arrivo del grillo fritto e del coleottero lesso nei nostri menù non è così lontano. Se la prospettiva non vi entusiasma, l’ostacolo è solo culturale. Infatti, gli insetti in antichità erano parte integrante della nostra dieta. Il sospetto nei confronti degli insetti nacque con l’avvento dell’agricoltura, quando vennero considerati parassiti per i raccolti. Inoltre, sono completamente ecosostenibili. Essendo animali a sangue freddo hanno bisogno di molta meno energia per mantenere la propria temperatura corporea. A differenza del bestiame d’allevamento sono più efficienti nel convertire ciò che mangiano in massa edibile. Infatti, agli insetti bastano 2kg di cibo per produrre 1kg di carne mentre ai bovini servono 8kg di cibo per produrre 1kg di carne. Allevare insetti richiederebbe meno spazio e consumo di acqua, se pensiamo che per produrre un solo chilo di carne rossa servono più di 15.000 litri di acqua.

Sono anche più sani, contengono vitamine, grassi, proteine e minerali a livelli simili o addirittura superiori a quelli di carne e pesce. I grilli domestici (Acheta domesticus) contengono 205 grammi per chilo (g/kg) di proteine, la carne di manzo 256 g/kg. Le locuste hanno una quantità di ferro pari a 20mg/100g, una bistecca di manzo ha un contenuto di ferro di appena 6mg/100g.

Carne e pesce coltivati in laboratorio: già da alcuni anni start up europee e statunitensi stanno lavorando alla creazione di hamburger e simili creati in laboratorio, partendo da cellule staminali animali. In breve, le cellule vengono allevate quasi come fossero un animale, fino a raggiungere il prodotto finale. Tuttora però le tecnologie usate non sono abbastanza efficienti dal ridurre di molto l’impatto ambientale e anche il costo di un hamburger in provetta si aggira intorno ai 40$ il grammo. L’obbiettivo è quello di raggiungere il prezzo di 12/10 $ entro il 2030.

Per il pesce la questione è simile. La start up californiana Finless Food usa le cellule staminali per ricreare filetti di pesce, cercando di riprodurre al meglio odore e consistenza.

Sia in questo caso che in quello della carne in provetta il sapore va aggiunto, con aromi chimici, in modo tale da simulare al meglio carne e pesce.

L’alternativa a insetti e carne coltivata in laboratorio è diventare pressoché vegetariani, far diventare la carne l’eccezione e non la regola.

Leo F. XII classe

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