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Hippie Il viaggio continua...

Partiamo dalle origini. Questo movimento nasce negli Stati Uniti durante gli anni 60’ per poi diffondersi poi in tutto il mondo. Il termine “hippie” viene coniato per la prima volta nel 1940 da Harry Gibson che si avvale di questo appellativo in una sua canzone dal titolo “Harry Hipster” in cui si autodefinisce hippie.

Per capire meglio chi siano stati e che cosa li differenziasse dalle altre persone, andiamo a scoprire qualcosa di loro. Lo stile di vita era basato su un movimento anticonformista, sulla creazione di una controcultura che si atteneva a nuove idee come il rifiuto verso l´istruzione, le leggi e i valori della classe media. Inoltre non concepivano la guerra e le armi. La cultura hippie era fondata sull’ascolto di rock psichedelico, sulla musica folk, sul fare uso di droghe come marijuana e LSD con la convinzione che alterassero lo stato di coscienza, ampliandolo; inoltre abbracciavano la rivoluzione sessuale. S´ispiravano alla filosofia orientale e cercavano un nuovo significato della vita, la loro ideologia si fondava su concetti come: pace, amore, libertà personale e religiosa.

Gli hippie, per la maggior parte persone giovani, si distinguevano grazie ai loro capelli lunghi, alle barbe incolte, al loro outfit originale e stracciato, che vedeva pantaloni a zampa di elefante, maglie con colori vivaci e sandali per chi non usava girare a piedi nudi.

Spesso vivevano in comunità e in luoghi a contatto con la natura, le passeggiate e le attività all’esterno erano parte della loro quotidianità. Per far conoscere al mondo la loro cultura, praticavano arti alternative come il teatro di strada, cantavano e suonavano musica popolare o psichedelica.

Alcuni slogan che usavano per rappresentare il loro pensiero erano: “Fate l’amore non la guerra” e “Mettete dei fiori nei vostri cannoni”.

Una loro prerogativa era quella di organizzare molti raduni dove potersi incontrare, per ballare, cantare, fumare e passare del tempo tra di loro.

Ci sono stati alcuni raduni importanti che ancor oggi vengono ricordati.

Il primo di questi è stato lo “Human Be-In” che ha avuto inizio il 14 gennaio del 1967  e  unì musica, poesia, dibattiti, acidi. Sì, la particolarità fu proprio questa: dal palco Augustus Owsley Stanley III, un chimico, definito il padre della psichedelia, lanciava acidi agli spettatori durante le performance. L’organizzazione chiedeva, sul manifesto dell’evento, di portare incensi, candele, bandiere, percussioni, flauti, piume, animali e di partecipare con la propria famiglia, come per radicalizzare l’idea di una festa da vivere tutti insieme e in cui poter essere protagonisti. Poeti come Allen Ginzberg declamarono le loro poesie, inframmezzando la musica di Grateful Dead, Quicksilver Messanger Service e Jefferson Airplane.

Un altro raduno che ancora oggi ricordiamo è stato “Summer of Love”, sempre nel 1967, che portò 100.000 giovani e meno giovani ad occupare un’intera zona della città, Haight-Ashbury, in nome della libertà di espressione, ma non solo. Il nome “Summer of Love” è stato scelto dalle istituzioni per ribattezzare quel movimento ed evitare che venisse associato al concetto di droga e sesso libero, bensì fosse identificato con il concetto di amore. “Summer of Love” è stata la reazione di chi in quegli anni non accettava una società in cui il razzismo era all’ordine del giorno, in cui la guerra in Vietnam era stata decisa a tavolino, senza ascoltare il parere delle persone, in cui il gap tra politica e società era evidentissimo; una reazione verso il boom economico che aveva spostato le priorità e ridefinito le classi sociali, stratificando ancora di più una società già completamente dissociata e slegata.

Nel 1969 vediamo il più grande raduno di hippie, quello di Woodstock a New York, che viene definito come il momento apice della cultura. Il festival si tenne dal 15 al 17 agosto del 1969, con un’appendice finale il 18 agosto. Un happening mondiale organizzato allo scopo di riunire gli amanti della musica rock e del movimento della controcultura sessantottina in tre giorni di “Peace and Music”. Vi presero parte alcune delle migliori espressioni musicali dell´epoca, vere e proprie leggende della musica, ancora oggi ascoltate in tutto il mondo: da Jimi Hendrix a Janis Joplin passando per Santana, David Crosby e Richie Havens.

Dopo una lunga discesa, possiamo vedere come oggi la cultura hippie stia rinascendo e tornando ad espandersi grazie anche a raduni simili a quelli di un tempo.

Ancora oggi ci sono molti raduni di hippie: uno tra i più importanti e recenti è stato il “Rainbow Gathering” che si è tenuto in Friuli Venezia Giulia anche se questi eventi sono diffusi in tutto il pianeta dal 1972 in poi. Sono eventi gratuiti, in cui centinaia o migliaia di persone, a seconda del tipo di raduno, si riuniscono e formano vere e proprie comunità temporanee della durata di un intero ciclo lunare in luoghi generalmente inaccessibili e incontaminati, scelti in base all’abbondanza d’acqua pura e alla presenza di legna secca per il fuoco. All’interno di queste comunità si pratica la semplicità volontaria, la condivisione dei saperi, il mutuo supporto e, naturalmente  il totale rispetto per la natura.

 Eleonora Rossi XII Classe


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