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5G: vantaggio o danno?

Uno dei temi più discussi della scorsa estate è stato sicuramente la creazione della nuova rete wireless di quinta generazione, detta più comunemente 5G. Tra giugno e luglio infatti, molte aziende leader nel settore tecnologico, come Samsung e Huawei, hanno annunciato l’uscita di nuovi smartphone dotati di tale rete internet.

Il 5G è un perfezionamento della rete precedente, il 4G, che comporta una migliore connessione e di conseguenza un’ottimizzazione dello streaming (media e video); non è però questa la sua caratteristica principale. Grazie alla nuova rete sarà infatti possibile connettere una diversa tipologia di oggetti, fino a questo momento considerati “immobili”: si tratta di elettrodomestici, auto, perfino la stessa abitazione, che potranno usufruire dei vantaggi di Internet. Li si potrà comodamente controllare dal proprio smartphone, che prenderà il posto di telecomandi, interruttori e chiavi. Con un semplice click sarà possibile fare il bucato, accendere e spegnere il riscaldamento ed essere trasportati ovunque.

A questo punto sorge spontaneo chiedersi se tutto ciò non comporti qualche rischio per la salute. Le opinioni in merito sono contrastanti.

Per prima cosa è necessario sapere che il 5G non utilizza le normali onde a banda larga, ma le cosiddette onde millimetriche; queste sono meno potenti delle precedenti ma operano a frequenze più alte. Per far sì che passino attraverso gli edifici e possano così raggiugere i vari utilizzatori non vengono usate le solite antenne di trasmissione, ma antenne più piccole concentrate in gran numero dentro appositi dispositivi. Questi nuovi “gruppi di antenne” sono in grado di direzionare la trasmissione e la durata delle onde elettromagnetiche, ma per poter coprire una discreta area vanno posizionati a scarsa distanza l’uno dall’altro (circa 100 metri). L’ambiente risulta quindi saturo di onde elettromagnetiche.

Secondo il Centro Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni di Roma, gli unici effetti delle onde elettromagnetiche sul corpo umano accertati dalla comunità scientifica sarebbero quelli a breve termine. Tali effetti si ridurrebbero ad un innalzamento della temperatura corporea, variabile a seconda delle modalità e della durata dell’esposizione, sopportabile fino ad 1° C. Gli standard internazionali di protezione garantiscono dei limiti di esposizione, sotto i quali non si dovrebbero riscontrare effetti nocivi. Riguardo agli effetti a lungo termine, provati solamente su cavie in laboratorio, le ipotesi di cancerogenicità delle onde non è ancora stata accertata.

Nonostante questi studi assicurino che il 5G non sia particolarmente nocivo, altri ricercatori, come l’ex membro del Icnirp (Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni non Ionizzanti) Jim Lin, il noto Angelo Gino Levis (ex mutagenesi ambientale dell’Università di Padova) e Dariusz Leszczyński (scienziato tra i massimi esperti al mondo) affermano che sia giunto il momento di aggiornare tali analisi, in quanto è stato invece riscontrato un collegamento tra l’aumento del rischio di tumore al cervello e l’uso del cellulare.

Appare evidente che le opinioni in merito siano contrastanti, addirittura provate scientificamente da entrambe le parti e quindi tecnicamente inconfutabili. Risulta quindi difficile per il consumatore, se non impossibile, districarsi tra tali convinzioni e capire se sia sano o meno accettare serenamente il rapido processo tecnologico e ciò che ne consegue. La questione si sposta allora su un altro piano: è veramente necessaria una rete più veloce, più aggiornata, migliore, che renda possibile la nascita della fantomatica Intelligenza Artificiale? Che possa dare vita ad oggetti inanimati e renderli, in qualche modo, autosufficienti?

Sicuramente può essere comodo avere sotto controllo la situazione di casa (elettrodomestici, impianto luce e gas, auto) direttamente dal telefono, ma bisogna considerare il fatto che tutto questo comporta un controllo quasi totalitario della vita da parte dei nostri apparecchi elettronici (lo scrittore Orwell, nel suo romanzo distopico 1984, aveva profetizzato un simile modo di vivere, anche se in chiave più drammatica). A questo si aggiunge l’enorme inquinamento provocato dalle onde, sul quale il mondo scientifico si esprime praticamente all’unanimità.

Nonostante la dannosità del 5G sia ancora da verificare, quindi, ci sono altri aspetti da considerare prima di accettare che un frigorifero possa un giorno fare di “testa” propria.

Amanda P. XII cl.

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