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Waldorf Italia 2022

Questo Waldorf Italia 2022 è stato particolare rispetto alle precedenti edizioni, non solo perché era al suo ventesimo anno, oppure perché coincideva con il trentesimo anniversario di fondazione della Federazione. Non lo è stato nemmeno perché, causa le normative del periodo, è stata impedita la partecipazione ad un numero più ampio di partecipanti. Questa edizione è stata speciale perché più di altre è nata sotto la stella dell’Antroposofia. Quella stella che brilla per molti di noi, che ci illumina il cammino, che ci pone interrogativi che richiedono un giusto tempo per essere risolti, che diventa balsamo nei momenti di dolore, coraggio quando siamo di fronte alle forze dell’ostacolo, pensiero immaginativo quando la realtà vorrebbero imbrigliare tutto in rigide forme di pensiero, impedendo all’animo umano di trovare la sua naturale posizione nell’universo.

Tutto ha avuto inizio mesi addietro quando, leggendo un ciclo di conferenze sul riflesso che hanno sulla Terra le Gerarchie Angeliche, sorse l’idea di organizzare un’edizione speciale, volta ad invocare l’aiuto di queste poderose forze in nostro soccorso. Da quel momento in avanti, nulla è accaduto per caso, ad iniziare dalla location che ha scelto noi e non viceversa.

Celebrare un Waldorf Italia abbracciati dal territorio che circonda l’antica città di Volterra, è un’esperienza molto forte per l’animo umano, se poi ad accompagnare quelle giornate si aggiungono laboratori culturali di euritmia, arte della parola e spacial dynamics, si potrà bene comprendere quante emozioni abbiano compenetrato chi ha ricevuto il dono di poter dire, io c’ero.

Sono stati giorni intensi che hanno lasciato poco spazio al tempo libero di ognuno, giorni giunti a noi dopo mesi di grandi difficoltà non ancora risoltesi, ma che hanno permesso, a chi liberamente ne ha saputo ascoltare l’impulso, di riscoprire una nuova dimensione interiore sviluppando nuove facoltà di ascolto verso l’altro.

Si è lavorato con grande intensità, la natura ci ha riservato ogni genere di scenario: dal sole al nevischio, dal rombo dei tuoni ad un arcobaleno composto da una campata unica e lunghissima che poggiava a pochi passi da noi per poi accompagnare lo sguardo là verso le colline che si vedevano all’orizzonte, un arcobaleno apparso nel preciso istante in cui i tre gruppi artistici terminavano i propri esercizi, quasi ad accogliere le loro invocazioni, restituendo sul piano sensibile una risposta tangibile che qualcosa di nuovo sta per sorgere e ciascuno può esserne fautore in prima persona.

Gli interventi degli insegnanti dei tre settenni hanno riscaldato i cuori, in special modo quando sono stati condivisi alcuni disegni dalla Maestra d’asilo Ombretta. Luminose stelle brillavano in quei fogli e discendevano sulle genti. Stelle che rifacevano la propria comparsa nei temi di VII classe letti dalla Maestra Silvana, il cosmo è tutto attorno a noi ed i ragazzi lo testimoniano attraverso le proprie opere e racconti. Noi genitori, commossi da tanta bellezza, ascoltavamo, prendevamo appunti e ci ripetevamo quale grande grazia abbiamo ricevuto nell’approdare in porti sicuri come le nostre scuole Steiner-Waldorf.

Le tre giornate si sono concluse con una grande dose omeopatica d’amore portataci dalla conferenza del Maestro Sabino, impossibile riassumere qui i sentimenti che sono affiorati tra i presenti e tra chi era collegato nell’ascoltarla, personalmente posso condividere la commozione che mi ha pervaso nel vedere questo Maestro caratterizzare con tanta cura e riferimenti storici, ciò che significhi la parola “amore”.

Nei momenti di condivisione plenaria in molti hanno riconosciuto come la propria coppa ora fosse colma di sentimenti, spunti di lavoro, estratti di conferenze che non potranno restare gelosamente custoditi nel taccuino appunti. Si è meglio compreso che aver partecipato a questo Waldorf come referenti della Rete dei Genitori, reca con sé il grande compito di condividere nella propria comunità scolastica, ciò che si è vissuto, dialogare con il Collegio per ricreare alcuni di quei laboratori artistici, confrontarsi con il Consiglio per rileggere quelle conferenze, che tanto hanno dato nella comprensione di ciò che abbiamo affrontato e che ancora ci attende. Credo che sulla strada del ritorno, molti abbiano vissuto la sensazione di aver ricevuto un nuovo tassello di quel grande puzzle che illustra il perché siamo giunti in una Scuola Waldorf, ma soprattutto sia sorta una maggiore consapevolezza di quanto ancora si possa fare insieme coltivando quella triarticolazione sociale di cui molto si è letto, ma che molto resta ancora da praticare.

Stefano N.





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