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International Students Conference 2019

Arriviamo un po’ in ritardo, accaldati dopo la salita che porta dalla stazione al Goetheanum, percorsa correndo, con gli zaini appresso. Arriviamo forse senza ben sapere come sarebbero stati i successivi cinque giorni, senza avere una chiara idea del programma, senza aspettative.

Arriviamo all’International Students Conference sapendo certamente che si sarebbe parlato di coraggio, il tema scelto per questa edizione, ma senza sapere molto di più. Ci sono circa 700 studenti da tutto il mondo, da ogni area geografica che, ad occhi chiusi, si potrebbe puntare con l’indice su un mappamondo. Brasile, Giappone, Sudafrica, Australia, Germania, Cile, Filippine, dimenticando inevitabilmente sempre qualcuno, data la varietà.

Cominciamo subito, dopo un discorso di benvenuto tenuto dalla dottoressa Costanza Kaliks, leader della Sezione Giovani del movimento Waldorf, cercando di orientarci nel continuo flusso di studenti, per iscriverci alle due attività principali dell’evento, oltreché alle conferenze: workshop e gruppi di conversazione, differenti tra loro per ambiti, uniti dalla più ampia tematica del coraggio, declinata in attività di danza, arte, sport o attività più intellettuali, motivazionali o di indagine interiore. Le altre attività principali sono le conferenze, tenute al pomeriggio da diversi profili di rilievo: Marina Helou, politica brasiliana classe ‘87 e deputata al parlamento di Brasilia; Helmy Abouleish, figlio di Ibrahim, fondatore di SEKEM, organizzazione egiziana che si propone di recuperare e mantenere la vitalità del suolo e della biodiversità attraverso l’agricoltura biologica (con una rete di oltre 2000 agricoltori e organizzazioni associate) e che fatturava, nel 2003, 100 milioni di sterline egiziane; André Stern, figlio dell’educatore e ricercatore Arno Stern, cresciuto seguendo i metodi di apprendimento creativo teorizzati dal padre attraverso i quali poté conseguire risultati notevoli negli studi più vari, dalla neurobiologia alla fotografia. Tutti, ovviamente, coniugano la loro storia al coraggio.

Sapevamo che avrebbero partecipato tante persone, ma quando per la prima conferenza ci riuniamo tutti nel teatro, l’energia che si avverte è indescrivibile. Quasi 700 persone, ognuna con la propria storia, cultura, e diversità. Tutte riunite dal tema del coraggio, legate dal desiderio di incontro e condivisione. E in un attimo veniamo travolti dalla dinamicità di quest’esperienza. le conferenze sono interessanti, e le attività, numerose e diversissime offrono ad ognuno la possibilità di trovare qualcosa che lo rappresenta o in cui mettersi alla prova trovando una forma di coraggio e certo non scarseggia il tempo per interagire, conoscere persone e legare con tante culture diverse imparando qualcosa da tutti.

Inoltre, non manca l’occasione di esplorare il territorio e così una giornata ci rechiamo a Basilea, ed è un’impresa, sotto la pioggia, in 700 a bloccare il traffico della città. Sembra quasi un’invasione, “L’invasione Waldorf”. Arrivati in una piazza i workshop di yoga, danza e musica collegano il percorso vissuto rendendo partecipi tutti, creando un profondo momento di connessione e condivisione. E trasportati da un perpetuo flusso, senza accorgercene arriviamo all’ultimo giorno, il momento di chiusura e l’ora di salutarsi. Nell’aria aleggia un senso di malinconia, nessuno vuole tornare a casa; ci salutiamo e lasciamo il Goetheanum senza voltarci indietro, perché sappiamo che se ci voltassimo, non saremmo più in grado di andarcene. Arriviamo alla stazione e prendiamo il treno. Il silenzio avvolge i nostri pensieri, ci sentiamo intontiti come chi si è appena svegliato da un sogno, e infinitamente grati per aver vissuto questi giorni che ci hanno arricchito profondamente. La cosa bella della conferenza è che ha dato qualcosa a tutti, ognuno è tornato a casa arricchito di incontri, nuove idee e coscienza sul tema del coraggio.

Sara XII Cl. e Tommaso XIII Cl.

Visita il sito ufficiale della manifestazione: http://isc19.com/


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