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Progetti multidisciplinari di IX e X classe: Il coraggio di opporsi alla mafia

"Italia? Pizza, maccheroni, mafia!", il ritornello che accompagna noi italiani in ogni parte del globo. Come sfatare uno stereotipo, quello che agli occhi di tanti stranieri collega il nostro Paese non solo alla gastronomia ma anche alla criminalità organizzata?

 Da questa domanda ha preso le mosse "Il coraggio di opporsi alla mafia", un progetto che ha interessato dieci studenti di Nona e Decima classe con il coordinamento di tre insegnanti dei dipartimenti di Lingue e Lettere.

Ha aiutato ad approcciare la tematica La mafia uccide solo d´estate (PIF 2013), accattivante film ambientato a Palermo che, con il pretesto di una storia d´amore tra due personaggi d´invenzione, ripercorre la galleria di uomini che si sono opposti alla mafia e che hanno pagato con la vita la loro lotta per la giustizia.

In seguito, gli studenti hanno provato ad immaginare cosa realizzare durante il progetto e dopo una votazione (senza prof!) si sono dati l´obiettivo di girare un video in inglese in cui spiegare ad un pubblico di coetanei non italiani cos´è la mafia, come è percepita al Nord e chi oggi la combatte.

Dopo aver formulato un questionario, una fase importante del progetto è stata quella di intervistare dei giovani nel centro di Conegliano (sempre senza prof!) e filmare le loro risposte. Non accontentandosi di queste, è seguito un lavoro di ricerca che ha portato a scoprire diversi aspetti dell´argomento: per esempio, l´idea che la mafia fosse un problema solo del Sud Italia è stato sfatato una volta sentite le risposte degli intervistati alla domanda "Dove agisce la mafia?" Risposta unanime: "ovunque". Documentandosi anche sul fenomeno della mala del Brenta, è stato ancora più chiaro che il problema non lascia immune la nostra Regione.

Sono emersi anche i nomi di persone che oggi si oppongono alla mafia: Roberto Saviano, don Luigi Ciotti e l´associazione Libera, la giornalista Federica Angeli e il magistrato Raffaele Cantone. Questi uomini e donne sono accomunati anche da un altro fatto: tutti loro vivono attualmente sotto scorta per via delle minacce che hanno subito a causa della lotta per la giustizia e la legalità.

Ha aiutato a comprendere cosa significhi vivere sotto scorta – sostanzialmente, perdere la propria libertà personale – la testimonianza di un papà che ha prestato servizio nell´esercito per molti anni, partecipando tra l´altro all´operazione "Vespri Siciliani" con il compito di garantire la protezione di un procuratore antimafia nella città di Palermo.

Le riprese e il montaggio sono state condotti interamente dagli studenti, che hanno messo a frutto le loro competenze digitali realizzando un filmato di circa dieci minuti completo di sottotitoli in inglese. Non è stato facile tradurre termini specifici come omertà, caratteristici della mentalità mafiosa, la cui comprensione è importante anche per i cittadini italiani di oggi.

Il messaggio è chiaro quanto uno slogan: al di là delle nazionali prelibatezze culinarie... la vera Italia si oppone alla mafia!

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