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Pedagogia e salutogenesi

Il movimento delle scuole Steiner-Waldorf ha da poco soffiato 100 candeline, la prima scuola Waldorf nacque infatti a Stoccarda nel 1919 e da quell´impulso è nato un vero e proprio movimento pedagogico che si è sviluppato in tutto il mondo.

Partendo da questa solida storia possiamo dire, senza timore di essere smentiti, che uno dei “punti di forza” della pedagogia steineriana sta nel fatto che la sua efficacia trova il suo fondamento nell’approccio antropologico, ovvero nella conoscenza delle leggi dello sviluppo dell’uomo, che va dalla nascita sino all’età matura, cioè intorno ai 21 anni.

La pedagogia Steiner Waldorf non è un "metodo" ma un approccio pedagogico che si basa sull´osservazione scientifica del bambino prima e  del ragazzo poi, ecco perché la sua validità e il suo successo si registrano a qualsiasi latitudine e in qualsiasi cultura. 

Il bambino alla nascita è come un chicco di grano, ha in sé tutta la potenzialità ma questa si deve dispiegare nel tempo.

La pedagogia steineriana si basa sulla conoscenza scientifica  dello sviluppo dell´essere umano che ha dei ritmi, dei tempi e delle metamorfosi che vanno rispettati.

Così, tutto ciò che viene fatto dal punto di vista educativo con il bambino deve andare incontro al momento che sta vivendo, dando “l´alimento giusto al tempo giusto”.

Steiner ci ha insegnato a chiamare questo sviluppo incarnazione, e questo perché si concepisce l´essere umano come un essere proveniente dal cosmo, dal mondo spirituale, con sue caratteristiche individuali ben definite che si dispiegano nel corso di 21 anni.

Durante questo periodo, che possiamo dividere in tre settenni, avviene una maturazione graduale.

Ecco che alla base del concetto di salute sta l´antropologia ovvero la conoscenza di questo “viaggio per divenire uomo” e l´educazione è parte importantissima nel costruire le fondamenta della "casa" che verrà abitata per il resto della vita. 

Secondo la medicina antroposofica,  quanto più sana e più giusta per l´individuo sarà stata costruita la sua "casa", tanto più forze di salute questi potrà portare nel cammino della vita.

Nulla di strano dunque se per la medicina antroposofica le malattie, soprattutto quelle infantili, rappresentano un fattore di sana crescita e dunque di salute. 

Se alla nascita quel semino è portatore di una genetica,  già nel corso dei primi sette anni questo aspetto ereditario viene in qualche modo trasformato proprio dall´individualità anche grazie al processo della malattia.

Possiamo farci un´idea di questo lavoro di individualizzazione se pensiamo al cambio dei denti che impegna tanto le forze di crescita del bambino e che nella pedagogia steineriana è preso in grande considerazione. 

Come è nata la medicina antroposofica? Sappiamo che subito dopo la prima guerra mondiale, una grande urgenza di cambiamento era avvertita in tutti i settori, le disastrose conseguenze del conflitto ponevano interrogativi profondi e varie correnti di pensiero si manifestarono.

Come in quello pedagogico, anche nel settore della medicina si espresse un impulso di rinnovamento e fu chiesto a Rudolf Steiner come si poteva mettere in pratica una concezione antroposofica dell´essere umano anche in questo campo, perché la medicina come veniva studiata all’Università non rispondeva a queste esigenze.

Dal lavoro a quattro mani di Rudolf Steiner con la dottoressa Ita Wegman

nacquero corsi per medici, conferenze e un testo scritto. 

Contrariamente a quanto si dice, la medicina antroposofica non nasce come una scienza “alternativa” ma con l’idea di ampliare il concetto di scienza medica ad una scienza spirituale che vede come parti costitutive dell’uomo: il corpo, l´anima e lo spirito. Queste parti costitutive non sono a "compartimenti stagno" quanto piuttosto "vasi comunicanti" e un lavoro di  armonizzazione, per raggiungere una situazione di equilibrio tra queste, è lo scopo principale della medicina antroposofica dove (lo dice l´origine greca della parola stessa, ´ antropos´= uomo) l´Uomo è al centro!

Per ciò che riguarda la corporeità l´antroposofia distingue una parte propriamente fisica,  da una parte vitale che corrisponde a quella forza di crescita, di sviluppo e di guarigione che si può osservare così potentemente nel bambino.

Con questo sguardo le malattie dei bambini ci appaiono, se affrontate nel giusto modo, un fattore di rafforzamento della salute e non di indebolimento.

Del corpo delle abitudini, delle forze di crescita ci parlano soprattutto le maestre dell´asilo, perché è qualcosa di cui si deve avere cura, protezione, in particolare sino ai 7 anni quando il bambino sta preparando le fondamenta della sua "casa". 

Mai come in questi ultimi anni, e a maggior ragione in questi ultimi mesi, abbiamo sentito l´esigenza di appellarci al nostro potenziale di salute.

Come in tutti i periodi di crisi, è scaturito un interessante dibattito culturale che si è fatto acceso stimolo e può rappresentare motivo di consapevolezza e di crescita. 

In questi mesi di débâcle sanitaria abbiamo sentito parlare (purtroppo non quanto si dovrebbe) di salutogenesi.

Questa è una branca della medicina nata all´inizio del Novecento e rispondente ai principi della medicina antroposofica.

Mentre oggi la medicina ufficiale è basata fondamentalmente sulla patogenesi, cioè sulla conoscenza di quelli che possono essere i fattori di malattia, piuttosto che sui fattori di salute, la salutogenesi parte invece dall´assunto che occorre studiare e promuovere ciò che favorisce la salute. 

La pedagogia Steiner-Waldorf sostiene proprio questo approccio: attraverso l´educazione si possono coltivare le forze di salute del bambino oggi per domani, ovvero per il futuro.

E se per l´antroposofia l´Uomo è al centro, possiamo dire che la pedagogia steineriana colloca il bambino al centro! 

Ma ci sono buone prassi educative che promuovono le forze di salute?

Preservare il senso del calore, far fare una vita regolare e senza troppi stimoli, mantenere i ritmi della quotidianità e una sana alimentazione sono sicuramente i principi base.

Quando si parla di una sana alimentazione, non si vuole intendere solo proporre cibo che non sia avvelenato dalla chimica ma, come ci insegna la biodinamica, un cibo pieno di forze vitali, perché è stata rispettata la natura della terra che lo nutre, essendo l´elemento spirituale, vitale, non solo nell´uomo ma anche nel mondo che lo circonda, con il quale è in relazione.

Quando si parla di senso del calore non ci si vuol riferire solo a quello esterno, del quale pure ci si deve prendere cura attraverso un appropriato abbigliamento che metta a contatto della pelle fibre naturali, ma anche a quello animico che si promuove con modalità educative che riscaldano l´anima. 

L´educazione è un´arte che si può apprendere, educatori non si nasce ma si diventa, basta mettersi in cammino e oggi c´è sempre una maggiore consapevolezza nella genitorialità e si vuole sempre più poter scegliere.

Affidandoci a buone letture, ascoltando un sano istinto e affinando la capacità di osservare, e con l´aiuto di bravi maestri anche noi genitori possiamo imparare come educare in modo appropriato i nostri figli, seguendo le fasi antropologiche di crescita.

Scopriremo così che nel primo settennio non si educa con la parola, perché nei primi sette anni il bambino imita, quindi l’educatore deve agire. Che nel secondo settennio l´educazione si avvarrà della parola portatrice di immagini. E che solo nel terzo settennio si educherà con la logica e il raziocinio. 

Per esempio, quello che le maestre di un asilo Waldorf ci insegnano è che, ci si prende cura  del corpo di forze vitali, dando al bambino i ritmi giusti, dando protezione da tutto ciò che non è sano per la sua crescita, attivando, tramite un´educazione immaginativa che riscalda l´anima, forze di salute.

Tutti noi possiamo renderci conto di quanto spesso il lunedì sia un giorno particolarmente faticoso perché durante il fine settimana abbiamo sovvertito ogni ritmo. Lo sperimentiamo noi adulti sulla nostra pelle e quindi possiamo comprendere quanto questo sia molto sentito dai bambini. 

Rudolf Steiner, riferendosi al bambino piccolo, lo descrive come un essere che è tutto organo di senso, che fa entrare il mondo senza filtri, e questo include una ricettività anche di pensieri e sentimenti che sorgono in sua presenza.

Sino alla seconda dentizione gli organi interni del bambino sono in via di definizione e gli stimoli provenienti dall´ambiente circostante influenzano ed agiscono in questa formazione (che responsabilità per gli educatori!).

Da qui l’esigenza di non bruciare le tappe con un’educazione che anticipi troppo, forzando la mano ai naturali processi di crescita.

Questi forse sono i motivi più importanti dell´alleanza tra la medicina e la pedagogia e costituiscono le basi della salutogenesi.

Fabiola Limuti - mamma di tre alunni della Scuola Waldorf

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