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La IX classe 2017-18 presenta lĀ“epoca di Forestazione

Scrivere delle ragioni antropologiche per cui l’epoca di Forestazione è posta proprio all’inizio del ciclo della scuola superiore, di quel percorso che vuole condurre il giovane a conoscere il mondo fuori di lui e a riconoscersi in esso ponendo in atto una oggettiva osservazione e sviluppando una propria capacità di giudizio, non vale quanto leggere le parole scritte dai ragazzi riflettendo sull’esperienza appena conclusa.

Ecco dunque le voci dei ventiquattro ragazzi della IX classe dell’anno scolastico 2017-2018.

“Il 25 settembre dell’anno 2017, sono partito assieme alla mia classe da Zoppè fino ad arrivare a Barcis (lago e località). Nel comune di Barcis c’è una riserva chiamata Prescudin (prende il nome dal torrente omonimo) e si estende per circa 1600 ettari … Siamo stati per nove giorni a Villa Emma, una casa risalente al 1300. Il nostro lavoro consisteva nel riordinare un sentiero per Punta Medol e per i Tassi secolari. …”

 “Il lavoro che dobbiamo compiere consiste nel mettere in buono stato un sentiero che conduce a Punta Medol, dove sono presenti due tassi monumentali dell’età di 200-300 anni circa….”

 “Quando mi sono addormentata sono partita dentro ad un pulmino rosso, seguito da un pulmino blu  e due macchine. Ad un certo punto i pulmini si sono svuotati e 24 ragazzi cominciarono a fare una lunga salita che sembrava infinita. Io vidi per la prima volta delle salamandre, lucertole nere con delle macchie gialle. Quando finì questa lunghissima camminata finii in una bellissima valle dove c’era una villa bianca ed intorno solo alberi delle più belle sfumature (…). Quel giorno però mi sentivo sola e sperduta, avevo paura di entrare in quella valle così bella ma senza esseri umani.

(…)

Quando mi sono svegliata stavo tornando a casa dentro al pulmino rosso seguito da quello blu con le due macchine dietro e non mi sentivo più sola.”

 “Sinceramente la forestazione non è mai stata la mia materia preferita, perché non sono una persona molto portata in questa disciplina. Ero quindi un po’ preoccupata, quando però ho cominciato a lavorare nei vari cantieri, ho scoperto di non essere poi così incapace ed anzi, il lavoro mi ha preso abbastanza. … Credo che questa esperienza mi sia stata d’aiuto per avere più fiducia negli altri ma soprattutto in me stessa”.

 “Ogni giorno un nuovo obiettivo, una nuova meta da raggiungere. Le passeggiate per arrivare ai cantieri erano lunghe, si sudava e faticava, ma una volta arrivati ci si sentiva carichi, pieni di vita e di voglia di fare, una sfida continua. …”

 “Una cosa che mi ha colpito molto è stato quando hanno abbattuto l’abete rosso, quando si è sentito il rumore come se qualcosa si strappasse e poi il tonfo silenzioso, ma allo stesso tempo assordante che ti rimbombava dentro; è stata davvero un’emozione bella, ma anche forte”.

 “… Penso che in questi giorni a parte aver lavorato duramente e costantemente abbiamo imparato qualcosa di più importante di come è il tasso in sé e per se, la convivenza. Nove giorni, 24 ore su 24 con i compagni è una cosa che non succede sempre, per questo ci sono state delle diatribe o delle discussioni per i vari atteggiamenti dei compagni e del sottoscritto”.

 “… presi dall’euforia dei primi giorni i lavori e le cose richieste risultavano nuove e poco impegnative ma, con il passare dei giorni, la socialità e l’impegno davano un peso quasi maggiore e più significativo alla esperienza”.

 “…verso mezzogiorno il gruppo di turno scendeva e noi alle 13 li raggiungevamo. Il pasto iniziava con il “saluto” e la caratteristica frase della professoressa Cora: “oggi abbiamo” elencandoci i vari cibi ed ecco, di nuovo puntuale la ramanzina per le troppe risate ed il troppo baccano. …”

 “Solo quando arrivava la sera, finito il tempo delle docce prima di cena, finalmente ci si poteva rilassare vicino al caminetto con i piedi che si scioglievano al tepore del fuoco. Era un momento di grande tranquillità e gioia nel quale si svolgevano le partite a carte e i canti accompagnati dalla chitarra che ogni tanto qualcuno suonava. …”

 “per vivere pienamente l’esperienza di forestazione, ci sono state chieste alcune facoltà: responsabilità, manualità, volontà, impegno, ragionamento, tolleranza, fiducia, collaborazione e fratellanza. Questa esperienza che ha richiesto tutte queste facoltà, ci ha aiutato a raggiungere l’equilibrio fra pensiero, azione e sentimento”.

 “Questa esperienza di forestazione è stata davvero intensa, coinvolgente, interessante, impegnativa, ma allo stesso tempo ci siamo divertiti e conosciuti meglio. A me sono piaciuti i momenti di lavoro e dove bisognava usare anche l’ingegno. In queste occasioni alla fine del lavoro ho provato davvero molta soddisfazione nel vedere ciò che è venuto fuori dal nulla….”

 “… Quando sono tornata a casa, mi mancavano i ritmi acquistati in quei giorni, mi mancavano gli abbracci dei miei compagni, le lunghe risate della sera, mi mancava tutto! Era come essere uscita da un sogno, era volato via tutto così veloce.”

 “… ma soprattutto ad avere un legame con la natura particolare (cioè saperla aiutare). Stare fuori casa con la mia classe è stata una esperienza indimenticabile e soprattutto ho avuto l’opportunità di conoscerli meglio di prima, e questo mi ha fatto capire cos’è lo stare insieme. E soprattutto non sono mai stata più felice di così. Ora la mia classe è diventata una famiglia importante dove appoggiarmi quando ne ho bisogno”.

 “ Questa esperienza mi ha permesso di aprirmi con gli altri, di parlare di tante cose ed esperienze. Ogni giorno tutti insieme abbiamo fatto una cosa diversa …. Quello che mi ha entusiasmato di più è stato quello di vedere da vicino l’albero secolare del Tasso”.

 “… Ho cercato di relazionarmi con quasi tutti i compagni scoprendo le loro passioni e le loro origini. Molti di loro li ho visti diversi rispetto a quando siamo a scuola. Questa è stata un’esperienza meravigliosa anche se ho faticato un po’, ho cercato di impegnarmi in tutto quello che facevo dando il cento per cento delle mie capacità e possibilità…”

 “Abbiamo scoperto che tutti gli alberi comunicano tra di loro con la Biochimica mediante le foglie e le radici, grazie a tutte le particelle volatili. Queste contengono le informazioni necessarie per la sopravvivenza… .”

 “... ristrutturare il sentiero è stato appassionante. ‘Spietrare’ era il mio lavoro preferito, perché forse il risultato del lavoro era facilmente visibile e mi dava una certa soddisfazione poter dire: ”quel tratto di sentiero l’ho fatto io” . Vedere i sassi posti ordinatamente ai lati del sentiero e vedere che esso aveva una specie di argine dove dentro ci si può camminare liberamente, dà soddisfazione.   “

 “ … arrivando alla fine della forestazione ho visto che ho davvero imparato tanto dei Tassi e anche del lavoro insieme ed alla fine ero molto soddisfatto e stupefatto di quanto abbiamo lavorato, imparato e completato.”

 “Questa esperienza mi è servita per imparare a conoscere i miei compagni di classe e più in profondità me stessa: i miei difetti e le mie qualità. Ho imparato a sapermi divertire ed a collaborare, a convivere con altre persone ed aiutarle.”

 “La cosa più bella in assoluto è stata risalire il sentiero dopo aver finito tutto il gran lavoro svolto tutta insieme dalla classe IX. …”

 “… Questa esperienza mi ha fatto capire meglio che prima di agire è meglio pensare”.

 “Non volevo andare a forestazione perché pensavo che non avremmo dormito bene, che saremmo diventati delle puzzole e che non ci saremmo divertiti abbastanza. È successo tutto il contrario: i letti erano comodi, la doccia ce la siamo fatta ogni giorno e ci siamo divertiti parecchio…”.

 “… Abbiamo lavorato faticando, ma come una squadra sempre attiva. Grazie per questa bellissima esperienza.”

 “E’ stata una bella esperienza e la rifarei, anche se eravamo isolati dal mondo esterno. Concludo questo quaderno con questa poesia.

La pianta

La pianta è la creatura cosmico – terrestre

L’essere sensibile soprasensibile

L’essere di mezzo tra ambito fisico e astrale

minerale ed animale

L’ essere che si sviluppa in armonia con gli altri

regni naturali e le altre creature terrestri

Ma che non si sviluppa in alcun modo come frutto

del caso o della lotto per l’esistenza

essendo inserito in modo sensato e spirituale

nel principio della collaborazione e di reciproco

governante l’ordine esistenziale del mondo”  .  

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