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Nel Regno Unito esplode la bomba Brexit

Giovedì 23 giugno 2016 si è svolto il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell´Unione Europea, noto anche come referendum sulla "Brexit"(Britain Exit).
Si è trattato di un referendum consultivo e non vincolante per verificare il sostegno alla continuazione della permanenza del Regno Unito nell´Unione Europea.
Il referendum è terminato con un voto favorevole all´uscita dalla UE con il 51,9%, contro il 48,1% che ha votato per rimanere nell´UE.

Si è resa evidente una spaccatura tra le Nazioni del Regno Unito, con Inghilterra e Galles favorevoli ad uscire e Scozia e Irlanda del Nord che hanno votato per rimanere.
Non a caso la Gran Bretagna ha sempre manifestato la sua poca fiducia nell’Unione Europea, sottolineandola nella scelta della moneta di Stato: la Sterlina.
David Cameron, Primo Ministro ormai dimissionario della Gran Bretagna, aveva pensato di lanciare una piccola scommessa per mettere a tacere chi lo criticava nel Partito Conservatore e liberarsi della concorrenza dell’Ukip.
Quest’ultimo è il Partito per l´Indipendenza del Regno Unito (UK Independence Party): un partito politico euroscettico, fondato nel 1993 da un gruppo di scissionisti del Partito Conservatore, avente come obiettivo principale il ritiro del Regno Unito dall´Unione Europea.
La mattina del 24 giugno il risultato della scommessa di Cameron ha gettato il suo Governo, il suo Partito e il suo Paese in una crisi vertiginosa.
Questo risultato ha determinato una chiusura definitiva dell´isola di Sua Maestà verso un´istituzione mai troppo amata oltre Manica.
La prima conseguenza della Brexit sono state le dimissioni dell´ormai ex premier Cameron che, dopo l´iniziale parere favorevole, ha tentato fino all´ultimo di convincere gli elettori a votare per il “Remain”, del resto il governo da lui presieduto è sempre stato accusato di non aver mai preso una posizione netta e definitiva, questa ambiguità sull´argomento ha fatto perdere importanza alle indicazioni di voto suggerite e lasciato, di fatto, una sorta di libertà che è sfociata in un risultato giudicato da molti sorprendente.

Il 24 giugno 2016 i principali giornali italiani sono usciti con questi titoli:

“Il lungo percorso per l´addio della Gran Bretagna all´Unione Europea: dal voto al referendum del 23 giugno 2016 alle spinte opposte di Scozia e Irlanda del Nord. Così cambierà l´Ue” La Repubblica
“Terremoto Brexit: Oh my God che botta. Gran Bretagna choc: lascia l’UE. Panico sui mercati, crollo in Piazza Affari: -12,5%” Il Giornale.
“Choc Brexit. EUROPA, SVEGLIATI". Il Sole 24 ORE.

Come si può evincere dai titoli, l’opinione si divide tra favorevoli e contrari per l’uscita della Gran Bretagna dalla UE, e il primo pensiero che preoccupava i giovani era quello di una chiusura delle frontiere e la conseguente perdita di ricettività lavorativa da parte di un Paese diventato una meta molto ambita anche tra gli Italiani.
La domanda che viene spontanea è se la Brexit è stata un bene o è stata un male?
Forse è tempo di fare un po’ di considerazioni. 
La decisione di uscire dall’Europa, per il momento, non ha pesato eccessivamente sul mercato immobiliare e questo dato va contro tutte le previsioni pessimistiche del post referendum.
Buone notizie arrivano dal fronte bar e ristoranti in Gran Bretagna.
Stando a quanto riporta il Times, che a sua volta cita un rapporto della Cbi, la Confindustria britannica, l´industria dei servizi si è ulteriormente rafforzata negli ultimi tre mesi.
A fare la parte del leone è proprio il settore dell´accoglienza, con Londra in particolare che è meta di un numero sempre maggiore di turisti. 
Nei mercati finanziari, subito dopo il referendum, le prime sedute sembravano caratterizzate da uno sfacelo totale e completo.
Oggi, a qualche mese di distanza dal voto, le cose sembrano essersi messe a posto. 
Gli indici azionari negli USA sono ai massimi di sempre; la stessa cosa è possibile dirla per gli emergenti, i cui mercati finanziari segnano il livello più alto da un anno a questa parte. 
Anche le Borse europee si sono riprese: quella di Londra segna un rialzo del 6,5% rispetto al giorno del referendum sulla Brexit.
Credo che questi dati ci possano rassicurare e rimaniamo in attesa di sviluppi futuri.
La Gran Bretagna, euro o non euro, è comunque uno Stato importante in Europa, e non solo, d´altro canto, far parte dell´UE ha permesso alla Gran Bretagna di non rimanere isolata rispetto a decisioni importanti in materia di economia e geopolitica. 


Testo di Matteo Nespolo



Bibliografia:
http://www.rivoluzione.red/esplode-la-bomba-brexit/ 
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/25/brexit-i-titoli-dei-principali-quotidiani-italiani-su-tutti-il-sole-24-ore-che-intima-europa-svegliati-fotogallery/2859166/3/#foto 
http://www.trend-online.com/opinioni/post-brexit-alla-fine-londra-010916/ 




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